27 ott 2013

Cassandra Clare a Firenze




Sei consapevole di aver passato una giornata bellissima, quando la sogni e risogni. Il Duomo di Firenze di notte, all’uscita dell’Ibs, mi è apparso tipo 80 volte. 


Insomma mi batte ancora forte, fortissimo il cuore, però proverò a ricapitolare questa giornata UNICA


Mi sono svegliata alle 5.30 sentendo il suono della sveglia, già molto in stile Shadowhunters: Heart by heart di Demi Lovato. (Ascoltatela tutti che è meravigliosaaaa! Oltre al fatto che rimanga impressa anche ai cavoletti di Bruxelles.) Sono saltata sul letto come avrebbe fatto Jace nei momenti di pericolo e massima allerta…ehm…veramente il salto è stato per la suoneria, siccome io ero nel mondo dei sogni. 


Comunque mi sono mossa veloce tra bagno e camera, poi colazione, ultima controllata a tutti i bisogni di massima sopravvivenza: cellulare, portafoglio,  il mio kobo, un libro di Cassandra (io li avrei portati anche tutti…), la macchina fotografica (ovviamente se no non sarei una Miss D curiosona! Poi diciamocelo tra Firenze e Cassandra sono felice di averla presa su…), i regali di Babbo Natale in anticipo per Lele. (Ditele anche voi che deve leggere l’Angelo della Clare!!!)


Mamma mi ha accompagnata in macchina alla stazione ed ero nervosissima.
Scattavo da una parte all’altra ballando con la musica, cercando di sfogarmi ben bene. 


Quando siamo arrivate in stazione, me ne stavo calma, ma non del tutto. Era la prima volta che prendevo il treno da sola, ok ho preso una frecciarossa, ma pur sempre treno eh! Avevo sia un po’ di paura di addormentarmi e perdere Santa Maria Novella, sia di non trovare il posto che mi era stato assegnato. Paranoie tutte mie XD.


Io poi ho sempre dei problemi con le partenze, nel senso che penso sempre di essermi lasciata dietro qualcosa (non una di quelle cose di massima sopravvivenza, ma metaforicamente: ovvero se non fossi andata via avrei potuto fare qualcos’altro…) ma questa volta non l’ho pensato. Ringrazio solo i miei di avermi dato i soldi per questa meravigliosa opportunità! 



Non vi racconto il viaggio in treno, siccome è durato solo un’ora e mezza e per di più eravamo dentro delle gallerie. Vi dico solo che ero al mio posto (che ho trovato subito!) e ho letto Insurgent (ma non l’ho finito).


Il momento che ricordo più vivido, quando sono scesa, è “Ma sono davvero a Santa Maria Novella?”
Ci sono stata solo una volta, quando ero piccola con mia zia e mi ricordavo davvero pochissimo, quindi mi sono guardata intorno e ho sentito parlare delle persone…sì eravamo a Firenze! 
 

Eccitata come Lele quando vede le candele profumate, mi sono appostata cercando il treno dell’altra Pazza. L’ho anche trovato, ma non ci siamo beccate lì. L’incontro del secolo è avvenuto davanti alla scrittona BANCA. Io stavo scrivendo e lei che arriva da dietro e mi saluta. C’è stato un abbraccione di quelli mezzi saltellanti e forti, forti. Io ho mormorato (o urlato???): “Sì, sei tu!!!”


Lele è un blu vivente, praticamente, come io ieri ero un nero vivente. Comunque volevo dire che le dona un sacco e aveva quella collana che gliel’avrei rubata. Almeno quella potevo prenderla, siccome le statue l’ho lasciate TUTTE a Firenze! Anche il Porcellino…il ragno(che è un granchio) e i lombrichi mi hanno fatta desistere…
Perché amo il Porcellino? Perché è stato toccato l’ultima volta da quel pezzo di figo di un uomo, che è Godfrey Gao! Toccate tutti il Porcellino….(sembra una proposta oscena…)


Per le tre orette successive ci siamo scambiate i regali, abbiamo visitato i luoghi più importanti di Firenze e ho fatto tante foto alle statue (il posteriore –sono raffinata- è sempre il migliore), mi volevo dichiarare alla statua del David, ma ho lasciato stare. Ci hanno anche accalappiato quelli della libreria Mondolibri per una tessera…sono arrivata a casa con un sacco di libri: Cent’anni di solitudine di Gabriel Garcìa Màrquez, Cose
che nessuno sa di Alessandro D’Avenia e Città degli angeli caduti  di Cassandra Clare (il mio preferito e regalo di Lele per Natale, che sapeva essere l’unico che mi mancava nella libreria…mi ha messo anche la dedica, qui riporto un piccolo estratto: Questa è un po’ la saga dei rifugiati, quando si è tristi e ci sentiamo giù, viene voglia di rimmergersi dentro e si torna a stare un po’ meglio.)


Poi Lele ha fatto anche delle compere…tante candele profumate ai gusti mangiami-mangiami, siccome, secondo me, quando le accenderà, si spargerà odore di dolci appena sfornatiiiii!


Comunque il momento che ricordo meglio dopo questi  è la telefonata con Tinkerbell. (Tra poco mi metto a piangere, mentre scrivo…) Era la prima volta che io e Lele ci sentivamo con lei…è stato davvero emozionante. Eravamo già al Mc davanti alla stazione, con le nostre patatine e Mc chicken. (Tinkerbell li ha voluti , siccome le piace molto mangiare ed è magrissima! Benedetta lei!) 


Il passo dopo è stata una lunga chiacchierata sul film e i libri di Shadowhunters, questa volta solo tra me e Lele. Ad un certo punto lei è venuta fuori con una frase che ho salvato sul mio cellulare: “La prossima volta speriamo che sia senza mutande!” Il riferimento era ovviamente a Magnus XD Di solito sono io che me ne esco con frasi del genere, infatti sono rimasta sorpresa e lei si è accorta di essersi sbagliata. 


Il caldo dà alla testa a me e Lele, ma probabilmente c’era anche qualcosa nel Mc chicken. Lele ha ipotizzato fosse il pepe, ma ora che sono “sana di mente”, direi che noi due siamo proprio una bomba di energia e cavolate. 


A questo punto (erano le 14) siamo andate all’Ibs. Qui credo che più sarò dettagliata, più mi amerete.

All’interno c’erano già molti ragazzi e ragazze tutti seduti per terra tra gli scaffali e allora ci siamo messe sedute anche noi. Siamo state per terra dalle 14 alle 17, quando abbiamo saputo da Tinkerbell che la diretta sarebbe stata anticipata.

Il caldo ottenebrava tutte le nostre facoltà mentali, oltre al fatto che Lele era contro lo scaffale degli storici, che detesta, quindi arricciava il naso disgustata. Però dall’altra parte c’erano i fantasy e la mia gioia era immensa. 

Non vi dico che è stato tutto un idillio, perché non sarebbe vero. E’ stato anche stancante stare in libreria 3 ore soprattutto per il poco spazio, però l’attesa e la sofferenza sono state assolutamente ripagate. 



Quando il presentatore, Vanni Santoni, che è uno scrittore toscano, ha annunciato l’arrivo di Cassie in quella libreria, si è proprio toccato un grado di gioia e aspettativa che non ho mai visto.


Era pieno, tutti ci siamo alzati velocemente impugnando cellulari, telecamere, ipad e macchine fotografiche per poter documentare l’evento.  
 Il nome di Cassandra o Cassie è stato urlato da tutti quanti: è stato chiamato, potrei dire invocato. E lei sembrava non arrivare mai. Poi dall’altra parte, rispetto a me e Lele, hanno iniziato ad urlare e sono partiti i primi flash. Un delirio insomma. Un delirio che ha fatto commuovere anche la stessa Clare. Era rossa, rossa quanto i suoi capelli e ha regalato a tutti uno splendido sorriso. 
Ed era seguita dal marito Joshua Lewis, che, diciamocelo, era vestito un po’ come Simon nel film. 



Dice sempre che non si è ispirata a lui, ma in fondo, in fondo ho sempre avuto dei dubbi…. 


La decisione- molto giusta dello staff - è stata quella di saltare la presentazione, siccome è sembrato chiaro a tutti che sapessimo chi fosse Cassandra Clare.

 Inoltre la direttrice editoriale di Mondadori giovani ha presentato la copertina di The Shadowhunter’ s Codex che è davvero stupenda. Non sappiamo ancora la data di uscita, ma oggi si è parlato di novembre....sarà così??? 
Ecco la copertina bellissima :)
Lo sapremo nei prossimi giorni!


Io e Lele, tanto ci era piaciuta la copertina, tanto il casino, subito abbiamo pensato che fosse quella del sesto libro! Ricordatevi che troppa adrenalina fa male, bisogna andare cauti XD


Dopo la copertina, Cassandra ci ha annunciato di aver finito l’ultimo libro proprio in Italia (siamo una terra di grande ispirazione! Speriamo che non abbia fatto morire anche i gatti venendo qua…) e c’è stato uno dei miei momenti preferiti: la lettura di una scena di COHF. 



A momenti scoppio a piangere(direte che novità!) e sicuro una lacrima è proprio scesa. Ha aperto l’ipad, ha letto e anch’io, che sono una schiappa in inglese, a regola ho capito. 


Ha preso proprio una delle scene che aspetto di più: il dialogo tra Magnus e Jace. Aveva già messo un altro snippet di quel momento, ma sentirla leggere è stato qualcosa di unico. Si aspettava che ridessimo, sapeva che avremmo voluto un ritorno dei Malec…ma non ci ha detto nulla di nulla. Quando ha finito, credo che ci sia stato un urlo che si è sentito fino al Ponte Vecchio! 


A questo punto ci sono state le domande da parte di noi lettori. Gli organizzatori avevano dato il compito, già prima, di scrivere qualcosa da chiedere a Cassandra e naturalmente qualcosa è stato prodotto. 


La prima domanda è stata sulla mitica storia del mango e del perché Jace dovesse comprare solo quel frutto. Naturalmente ci sono state moltissime risate e anche lei ha riso, prima di iniziare a raccontare che era successo a lei stessa e ad una sua amica di vedere un uomo che nel carrello aveva solo un mango.

Allora Cassandra disse all'amica di andare a toccarlo per scommessa, ma lei non ci andò.




E’ una donna scherzosa e davvero dolce. Ah! Mi sono scordata di dire che all’inizio ci ha salutato in italiano ed è stata veramente una gioia. Un mese che è qui nei pressi di Siena ed ha imparato alcune parole, oltre che vi riporto la conversazione tra lei e Lele al momento dell'autografo: 

Cassandra: " Ciao, come stai?"

Lele: "Bene e lei?"

Cassandra:"Eh fa caldo!"

Poi Lele l’ha ringraziata, ha salutata e lei le ha sorriso.

(Dove Lele abbia trovato il fiato non so…io a momenti svengo!)




La seconda domanda è stata quale personaggio, Cassie, preferisse tra Jace, Will e Jem (io ormai lo chiamo sempre JemJem…non ho mai avuto un debole per lui…mi sta simpatico e nulla di più, con Tessa non ce lo vedo proprio…). Lei ha risposto che li ama tutti e tre essendoci legata, ma alla fine ha scelto Will, perché ama leggere. (Grande scelta Cassie!!!) 


La terza domanda è stata chi avrebbe scelto tra Chairman Meow e Church. Quei due mici sono immortali, loro sicuramente li avrà lasciati vivi in mezzo alla carneficina del sesto libro. Comunque Cassie ha scelto Church, perché è sempre arrabbiato, scorbutico con tutti e ha detto che a volte è bello avere un personaggio così, quando si è giù di morale. 


La quarta è stata sull’angelo Ithuriel (povero quello è l’angelo più sventurato del mondo e l’ha ammesso anche lei!) che è stato considerato un perdente, ma lei ha detto che lui si preoccupa degli Shadowhunters, vuole aiutarli. Poi ha aggiunto che prima o poi starà meglio anche lui (ce lo auguriamo tutti…).


La quinta domanda è stata fatta dalla curatrice dell’editoriale che ha detto a Cassandra la paura più grande dei fan sul sesto libro: la CARNEFICINA. Lì abbiamo drizzato tutti le orecchie e abbiamo applaudito a  Fiammetta che è una donna molto in gamba. 


Comunque le ha anche chiesto se non avesse sofferto ad uccidere i propri personaggi e cosa avrebbe pensato quando noi ci saremo disperati. E questo secondo me è stato il momento più bello, dove ho pensato: “Ok, amo questa donna, qualunque cosa abbia fatto ai suoi personaggi.”
Ha detto che la morte è qualcosa di naturale, qualcosa che tutti dovremo affrontare sia per la perdita di qualcuno a noi caro sia quando toccherà a noi stessi e che serve a rendere i libri reali. Cassie ha sempre l’idea che i libri siano utili per il mondo esterno e siano il modo per prepararci alla morte .

Lei non è felice di uccidere i propri personaggi , anzi tutt’altro.  


Ah, comunque ha blaterato qualcosa anche su Alec...se lo amiamo, dobbiamo temere per lui, quindi amanti di questo personaggio (tra cui da poco mi inserisco anch’io),drizzate le orecchie anche nei prossimi snippet.


Dopo queste domande hanno deciso di far iniziare la sessione di autografi, siccome fuori dalla libreria c’era una calca assurda e Cassie aveva dato la disponibilità per firmare i libri di tutti.

Lei è davvero dolcissima, perché ha chiacchierato con tutti, ha chiesto il personaggio preferito e ha fatto le foto con i fan, anche se non si poteva. Io a momenti svengo quando ha detto il mio nome e ha fatto
l’autografo.   
                             

Le ho sorriso e poi ho aspettato Lele. Vi giuro che non so chi fosse più rimbambita delle due. 
A Lele allora ho detto: “Se scoppio a piangere, non ti preoccupare. E’ per la gioia.”
 

Il Duomo di notte era tutto illuminato, ho fatto due foto e poi ce lo siamo lasciate alle spalle, come anche la libreria con all’ingresso tantissima gente. Abbiamo mangiato e alle 19.50 siamo andate in stazione. 


Vi posso dire che quando ci siamo arrivate, avevo un groppo in gola. Non volevo salutare Lele, non volevo che finisse quella giornata, non volevo salutare così presto quella meravigliosa città.

Alle 20.20 ci siamo incamminate verso il binario 3, dove partiva Lele per tornare a casa. Giuro che nessuna delle due riusciva a dire chissà che. Ci siamo abbracciate di nuovo fortissimo e non ci siamo nemmeno dette “ciao”.

“Chissà quando ci rivedremo…”

“Ricordati che ho quel viaggetto ancora da fare…”


Un cenno con la mano e l’ho lasciata salire. Mentre tornavo verso gli altri binari, ho desiderato davvero che quel giorno si potesse ripetere all’istante. Anche quando ho preso il treno per tornare, ero stanca, avevo male alle spalle, ma ho sorriso. Ho preso il libro e ho guardato la firma, poi mi sono messa a leggere pensando di ringraziare di nuovo Lele per avermi regalato il mio preferito. 


Ora sono sul divano, ancora mezza dolorante, ma sono felice. Ho raccontato a tutti la mia avventura a Firenze, l’ho sognata e sarei pronta anche a rifarla domani. 

E’ sempre un po’ triste, quando un giorno così perfetto passa velocemente, anche se è durato dalle 5.30 alle 11 di sera, ma per fortuna esistono i ricordi e gli amici con cui ricordare tutto. 

P.S Grazie mille a chi ha letto e leggerà! Speriamo di avervi fatti sognare anche se non siete stati/e lì!

7 ott 2013

Divergent




Titolo: Divergent
Autrice: Veronica Roth
Genere: Distopico, Young adult
Casa editrice: De Agostini
Data di pubblicazione: 22 Marzo 2012
Disponibilità: Cartaceo ed ebook
Numero pagine: 480 p.  531 kb
Prezzo:  cartaceo 14,90 ebook 8,99

1° di una trilogia così composta:

  • Divergent 
  • Insurgent
  • Allegiant ( uscirà in America il 22 ottobre 2013)


La Summit ha acquistato i diritti  e il film  uscirà in America il 21 marzo 2014 
potete vedere il trailer sub ita cliccando qui 
qui invece trovate il trailer in italiano 
Trama:


La società distopica in cui vive Beatrice Prior è suddivisa in 5 fazioni, ognuna delle quali è consacrata a una virtù: sapienza, coraggio, amicizia, altruismo e onestà. Beatrice deve scegliere a quale unirsi, con il rischio di rinunciare alla propria famiglia. Prendere una decisione non è facile e il test che dovrebbe indirizzarla verso l'unica strada a lei adatta si rivela inconcludente: in lei non c'è un solo tratto dominante ma addirittura tre! Beatrice è una Divergente, e il suo segreto - se reso pubblico - le costerebbe la vita.


Recensione:


Beatrice Prior ha 16 anni  e deve affrontare  i test attitudinali e la Cerimonia della scelta , perché è quella che determinerà a quale fazione apparterrà,  e  la sua vita da ora in avanti.
La società in cui vive Beatrice è divisa infatti in 5 fazioni:

  1. Abneganti che rifiutano l’egoismo
  2. Candidi che rifiutano l’ipocrisia  
  3. Eruditi che rifiutano l’ignoranza 
  4. Pacifici che rifiutano la violenza
  5. Intrepidi che rifiutano la codardia
Scegliere di non vivere in alcuna fazione, o non superarne i test di ammissione significa vivere da Esclusi cioè vivere non solo in povertà ma  al di fuori della comunità.
La fazione di appartenenza dà un senso e uno scopo di vita a chi vi appartiene da qui il motto :
La fazione prima del sangue” perché alla propria fazione si deve totale lealtà , al di sopra della famiglia

In questa società non esistono le guerre  perché  si  fonda sull’idea che non siano dovute alle ideologie politiche differenze di fede religiosa, di razza  o nazionalismi ma alla natura dell’uomo e alla sua inclinazione al male in qualsiasi forma da qui la divisione in fazioni  allo scopo di estirpare ciò che si ritiene  causa del male e delle guerre .
Tuttavia in quello che sembra un sistema perfetto esiste qualche crepa, infatti gli Eruditi ambiscono al potere governativo e covano risentimento per gli Abneganti
 Gli appartenenti ad ogni fazione si dedicano a quella che è la loro inclinazione , gli Abneganti governano perché votati all’altruismo  e quindi   considerati incorruttibili,  i Candidi sono le autorità competenti in materi legislativa,gli Eruditi forniscono insegnanti e ricercatori, i Pacifici assistenti sociali e gli Intrepidi proteggono dalle minacce interne ed esterne

Beatrice viene da una famiglia di abneganti e la vita che conduce da sempre le va stretta, non riesce del tutto ad adeguarsi a quelle che sono le regole della fazione e talvolta le risulta difficile anteporre i bisogni degli  altri al di sopra dei suoi.
Il giorno dei test attitudinali si verifica qualcosa di anomalo e il risultato è inconcludente , perché d  la simulazione da affrontare  permette solitamente di eliminare tutte le fazioni eccetto quella per cui si dimostra predisposizione ma dopo  quella di Beatrice  ne vengono  eliminate solo due; quella dei Candidi e quella dei Pacifici e Tori supervisore  del suo test le rivela che questo fa di  lei una Divergente, ma deve tenerlo nascosto a chiunque perché altrimenti verrà uccisa .
La scelta della fazione a questo punto spetta solo a  Beatrice lei non sa  perchè essere Divergente costituisca un pericolo per lei ma non ne fa comunque parola con nessuno nemmeno in famiglia .
E il giorno della cerimonia sceglie gli Intrepidi .
Da  questo momento in poi non potrà più far ritorno nella  sua famiglia secondo le regole delle fazioni.
Beatrice si trova ad affrontare l’iniziazione che consiste in prove di coraggio , allenamenti  e prove varie sino ad un esame finale che determinerà  tra gli interni alla fazione e i trasfazione
( ragazzi  come lei provenienti da fazioni  diverse da quella degli intrepidi) chi diverrà membro e chi invece un escluso.

Tra suspense , azione e momenti di paura Beatrice scoprirà cosa significa essere divergente e imparerà a conoscere e superare i suoi limiti.
Conoscerà  anche Quattro  e scoprirà che dietro  i suoi modi si nasconde ben di più  di  un capo fazione e suo istruttore .

Questo libro mi ha conquistato!
Dopo un inizio un po’ titubante perché credevo che non sarei mai riuscita a ricordare tutte le fazioni e chi appartenesse a quale me ne sono totalmente innamorata  tanto da provare il desiderio di rileggerlo, e sono davvero pochi i libri che mi fanno quest’effetto.
Coinvolge anche grazie all’uso della prima persona che ti fa entrare nei panni di Beatrice  e ti tiene incollata col fiato sospeso sino all’ultima pagina .
E poi…beh poi c’è la storia romantica che smorza il contesto e ti fa emozionare con semplici gesti e parole . 
Sono sicura che vi innamorerete di Beatrice e Quattro proprio come me.

Non è poi da trascurare il fatto che ti faccia riflettere sulla bontà di una scelta come quella fatta dagli abitanti di questa Chicago dopoguerra  è davvero possibile eliminare la cattiveria e il male in genere etichettando le persone sulla base di un'unica predisposizione?
Lo scoprirete leggendo il libro, 
Io intanto vado a leggere il secondo della serie perché dopo il finale che….No non ve lo dico ;)

Valutazione:

3 ott 2013

Sei Bellissima Stasera




Titolo : Sei bellissima stasera Un amore a Dublin Street
Autrice: Samantha Young
Genere: Contemporaneo
Casa editrice: Mondadori
Data di pubblicazione: 10 settembre 2013
Disponibilità: cartaceo ed ebook
Pagine: 321
Prezzo: cartaceo14,90 (brossura12,67) ebook 6,99

1°serie On Dublin Street così composta:


 1.   On Dublin Street ( Sei bellissima stasera)

 2.   Down London Road  

 3.   Before Jamaica Lane



Ogni libro parla di personaggi diversi quindi possono essere letti singolarmente , esiste anche un racconto breve , ma disponibile solo in inglese con i protagonisti di Sei bellissima stasera , dal titolo An On Dublin Street Christmas


Trama:

Sono trascorsi quattro anni da quando Jocelyn Butler, giovane americana, si è lasciata alle spalle un tragico passato per cominciare una nuova vita a Edimburgo, seppellendo il suo dolore, ignorando i suoi demoni, cercando insomma di dimenticare la sua vita precedente e di guardare avanti senza lasciarsi coinvolgere da alcuna relazione sentimentale. La sua esistenza solitaria procede bene fino a quando trasloca in un nuovo appartamento in Dublin Street, dove incontra Braden Carmichael. Bello, brillante e molto ricco, Braden è un uomo abituato a ottenere tutto ciò che desidera e determinato a incrinare le difese solidissime di Jocelyn. Sapendo quanto lei sia restia a qualsiasi tipo di relazione, lui le propone un accordo che soddisferà la loro fortissima attrazione senza creare alcun legame tra loro. Jocelyn, intrigata, accetta, ma si rende subito conto che per Braden non è abbastanza e che lui la desidera veramente, fin nel profondo dell'anima. E lei è davvero sicura di non volere qualcosa di più? Sarà capace di chiudere la porta in faccia all'amore?

Recensione:
Joss (Jocelyn), indurita dal dolore per la perdita della sua famiglia quando aveva solo 14 anni,  è fermamente decisa a non voler provare e sentire nulla per nessun’altro, perché affezionarsi vuol dire soffrire e lei lo ha già fatto abbastanza, è a pezzi, ma cerca comunque di andare avanti con la sua vita.

E’ una donna indipendente che però si circonda solo di conoscenze e non lascia mai che nessuno la conosca fino in fondo, che sappia del suo passato, che ha fermamente chiuso a chiave, per non affrontarlo.
Fin quando si ritrova a cambiare casa e ad andare a vivere in Dublin street e conosce la sua nuova coinquilina Ellie che, contrariamente alle altre persone, non si lascia intimidire dai suoi modi che di solito riescono a tenere alla larga chiunque, e a penetrare nelle sue difese.
Ellie è la sorellastra del  ricco e affascinante  Braden,  maschio alpha per eccellenza, che sin dal primo incontro flirta con Jocelyn.

Anche  lui non è incline ai sentimenti, se non nei confronti di Ellie e della sua famiglia, tanto da intrattenere sempre relazioni con lo stesso tipo di donna: alta bionda e superficiale, ma mai nulla di serio perché scottato dal tradimento dell’ex moglie.
Tuttavia, quando Braden si troverà ad avere a che fare con Joss piccoletta ma dalla risposta pronta, metterà in atto una sottile ma efficace opera di seduzione .
Di comune accordo inizieranno una relazione in cui i sentimenti sono off limits ma senza aver fatto i conti con i loro cuori, perché proprio attraverso il lato fisico abbasseranno le difese  svelandosi l’una all’altro sino a concedersi fiducia e innamorarsi l’uno dell’altra.

Con alcuni libri o è un colpo di fulmine o t’innamori un po’ per volta così come è successo a me con questo libro.
A dire il vero inizialmente  ho creduto di essermi trovata davanti all’ennesimo Romance in cui, si c’è una storia, ma qualche scena di sesso risulta di troppo, e invece qui no.
Già perché questa storia si può quasi dividere in: vita di Jocelyn prima di Braden e dopo Braden.

Inizialmente la protagonista  mi ha spiazzato un po’con le frasi e i pensieri espressi in maniera  cruda. Il linguaggio dirty mi era sembrato talvolta gratuito, ma andando avanti nella lettura si sono rivelati funzionali alla storia, ed  ho capito meglio il personaggio di Joss che si rifugia nel sesso per dimenticare e, man mano che si abitua alla presenza di Braden e ad averlo vicino, inizia ad aprire il suo cuore e a sentire di nuovo, sino a trasformarsi in una donna diversa.
Al semplice sesso si uniscono i sentimenti e  le scene si tingono di passione.

Ancora una volta un romanzo in cui gli scozzesi si dimostrano da brivido!

Se lo leggerete l’altalena di emozioni è garantita, piangerete, sorriderete, soffrirete con i protagonisti  e vi innamorerete di loro.

Alla storia di Braden e Jocelyn si affianca quella di Elly e Adam migliore amico di Braden  che avrà un seguito nella novella “Until Fountain Bridge”

P.S.
Ancora una volta la copertina italiana un po’ banale  non si rivela all’altezza dell’originale che ho trovato decisamente più bella

Valutazione:



2 ott 2013

Incantesimo tra le righe


Titolo: Incantesimo tra le righe
Autore: Samantha van Leer
Genere: fantasy
Casa editrice: Corbaccio
Data pubblicazione: 19 settembre 2013
Pagine: 308 p
Prezzo: cartaceo 15.81 euro; ebook 11.99 eruro

Trama:

Cosa succede se « …e vissero felici e contenti» non si rivela affatto essere tale? Delilah è una ragazza piuttosto solitaria che preferisce passare i pomeriggi in biblioteca, persa nei libri. In uno in particolare: Incantesimo fra le righe che in teoria è un fantasy ma che sembra terribilmente reale, al punto che il principe Oliver, oltre a essere coraggioso, avventuroso e focoso, parla a Delilah. Cioè: le parla sul serio! E salta fuori che Oliver è ben più che un personaggio di carta: è un teenager che si sente intrappolato nella sua vita letteraria e che non sopporta l’idea che il suo destino sia segnato. Oliver è certo che il mondo là fuori possa offrirgli qualcosa di interessante e vede in Delilah la sua chiave di accesso alla libertà. I due si buttano a capofitto nell’impresa di tirare fuori Oliver dal libro, un compito difficile e che i spinge ad approfondire la loro percezione del destino, del mondo e del loro posto nel mondo. Contemporaneamente cresce l’attrazione reciproca, un sentimento forte e tutt’altro che letterario…

Recensione

Alzi la mano chi di voi non ha mai pensato: “Quanto sarebbe bello se il mio personaggio preferito del libro che sto leggendo, diventasse reale o potessi parlarci”?

Bene, il romanzo in questione tratta proprio questo aspetto. I protagonisti sono il Principe Oliviero e Delia ( il primo è il protagonista della fiaba “Incantesimo tra le righe” scritta dall’autrice Jassamyn Jacobs; l’altra è una ragazzina di 15 anni, sola, con un’unica amica, Jules, una grande passione per la lettura, in particolare per questa favola, scoperta per caso nella biblioteca della scuola).

Delia si è avvicinata a questo libro proprio perché sentiva una certa sintonia con Oliviero: il fatto che entrambi fossero cresciuti senza un padre. Ciò l’ha spinta a rileggerlo in continuazione, tanto da far preoccupare la madre, in quanto, una ragazzina della sua età, abituata a letture molto più impegnate, si era ancorata a quella fiaba.

Il romanzo si muove parallelamente su tre fronti: raccontare parti della fiaba, per farci conoscere Oliviero; raccontare la storia dal punto di vista di Oliviero e poi dal punto di vista di Delia, il che è sempre qualcosa che io apprezzo, perché si possono vedere i diversi punti di vista, senza bisogno di basarsi solo su quello di un personaggio.

Mi sembra ragionevole credere che, se io ho una vita fuori da queste pagine, allora devono averla anche i Lettori le cui facce fluttuano sopra di noi. E loro non sono intrappolati nel libro. Ma allora dove stanno esattamente? E cosa fanno loro quando chiudono il libro?”

Oliviero ha sempre desiderato uscire da quella fiaba, sentiva di non appartenerle, di esser come legato a ripetere sempre le solite mosse e battute ogni volta che qualcuno sfogliava il libro. Anche Delia si sente un po’ stretta nella sua vita, in quanto vede la madre sforzarsi di fare quel che può per accudirla e mandare avanti la casa, si sente sola, fatta eccezione per l’amica Jules che adora, e vorrebbe che anche qualcun altro riuscisse davvero a capirla.

Non so dirvi quanto sia frustrante per me. Io sono qui, sprecato in un libro dal quale vorrei tanto fuggire, e lei non desidera altro che restare nella storia. Se potessi parlare con questa Delia, le chiederei che cosa mai la spinge a rinunciare anche a un solo istante del mondo in cui vive per stare in quello che sono imprigionato io

Detto fatto, un giorno, a pagina 43, quando Oliviero scala da solo una montagna, i due riescono a parlarsi: ovviamente potrete immaginare lo shock di Delia nel notare che un personaggio di un libro le stesse parlando, e la gioia di Oliviero che finalmente qualcuno lo avesse sentito.

Da qui in poi i due ragazzi si rendono conto di appartenersi, di essere completamente in sintonia, e, ovviamente, di non riuscire a stare lontani l’uno dall’altra, per un minuto. Il grande problema che li divide è il libro, perciò devono escogitare un modo per far sì che Oliviero riesca ad uscirne.

Adoravo pensare che, qualunque cosa ci fosse tra me e Delia, era talmente forte da eliminare ogni barriera tra il vero e l’immaginario, tra il libro e il Lettore. Adoravo pensare che, pur avendo iniziato la mia vita come frutto dell’immaginazione altrui, non per questo ero meno reale.

Eviterò, come sempre, di rivelarvi il finale, e le peripezie che combinano per potersi vedere, perché, seppur si possa pensare che sia un romanzo semplice, forse banale, io ci ho trovato un qualcosa in più: sicuramente i ricordi dell’adolescenza, l’idea che uno/una si possa fare del proprio personaggio preferito, l’esser capito/a da qualcuno ecc..

Non voglio che scompaia. Forse non credo del tutto che sia reale, e non capisco come faccia a parlarmi, ma la cosa mi piace. Mi fa piacere sapere che, di tutte le persone al mondo, sono l’unica disposta ad ascoltarlo. Mi fa sentire come se fossimo destinati l’uno all’altro, che è come funziona solitamente nelle fiabe ma non nella mia solita, barbosissima vita”.

Nessun tipo di pretesa per questa storia, prendetela per quello che semplicemente è: un piccolo angolo di fantasia con una morale. Un luogo dover poter, per un attimo, immaginare che anche a noi capiti la stessa cosa che è capitata a Delia.

Nella fiaba non mi devo preoccupare di poter morire. So che le sirene non mi lasceranno affogare. So che batterò sempre il drago. So che sconfiggerò ogni volta Rapscullio. Ma questo Altromondo funziona diversamente. Non esistono seconde possibilità. La morte, qui è reale.

In sintesi a me è piaciuto, è scritto bene, è leggero, e permette, davvero, di volare con l’immaginazione, immedesimandosi in entrambi i protagonisti, anche trasportando il tutto alle nostre situazioni personali, poiché, alla fine, c’è sempre qualcosa che ci fa calzare la nostra vita stretta: vorremmo trovare una scappatoia da problemi, dalle avversità, dalla tristezza, dalle delusioni e quant’altro.

Sicuramente questo romanzo ci fa capire che nulla è statico, fermo, che tutto si muove e cambia, che, alla fine, non bisogna averne paura, perché possiamo sempre riscrivere il finale della nostra storia!

Votazione


La libreria dei nuovi inizi

Ho iniziato a leggerlo proprio il primo giorno di università, dopo averlo trovato per caso. 
Mi ha affascinata proprio il titolo. Un nuovo inizio è quello che serve a volte. Cambiare vita. Cambiare aria. Cambiare solamente per ricominciare più forti che mai. 
Direi di dare il via a questa lettura....




Titolo: La libreria dei nuovi inizi
Autrice: Anjali Banerjee 
Casa editrice: Rizzoli romanzo
Genere:narrativa
Data di pubblicazione: 2011
Disponibilità: cartaceo ed ebook
Prezzo copertina:9,90
Prezzo web: 6,99
Numero di pagine: 342


Trama: C'è una vecchia libreria, a Shelter Island, dove ad aggirarsi in cerca di compagnia e buone letture non sono solo gli affezionati clienti. Qui, tra stanze in penombra, riccioli di polvere e parquet scricchiolanti, i libri hanno davvero un'anima e, quasi godessero di vita propria, sanno farsi scegliere dal lettore giusto al momento giusto... Che non si tratti di una libreria come le altre Jasmine lo capisce subito: in fuga da Los Angeles e da un ex marito che le ha spezzato il cuore, non si aspetta certo che ad accoglierla, accanto all'eccentrica Zia Ruma, siano gli spiriti della Grande Letteratura. E quando la zia parte, affidando proprio a lei la guida del negozio, saranno Shakespeare ed Edgar Allan Poe a svelarle a poco a poco i segreti del mestiere. E se Beatrix Potter la aiuterà a sedare orde di bambini scatenati e Julia Child le consentirà di accontentare anche le signore più esigenti in cucina, come potrà Jasmine resistere alle suadenti parole di Neruda, deciso, a quanto pare, a spingerla tra le braccia di un affascinante sconosciuto?

Recensione: 
Ricominciare fa bene. A volte accadono cose per le quali rimaniamo confusi, morti dentro e, in un certo senso, la cosa migliore è sempre andarsene. 
In questo caso Jasmine, la protagonista del romanzo, non scappa, ma viene chiamata dalla zia Ruma a gestire la sua libreria, mentre lei deve tornare in India per farsi “aggiustare il cuore”. Non scappa, ma Jasmine viene portata fuori dalla propria quotidianità, fatta di tantissimo lavoro e di continue preoccupazioni legate al denaro. 
 
E’ un personaggio “in fuga”, secondo Ruma, e potremmo pensare che sta scappando dal suo ex marito Robert, ma io ho una mia teoria.  Il romanzo inizia proprio menzionando il matrimonio fallito e dicendo che non avrebbe dovuto sposarsi con questo uomo di grande fascino, che tendeva a stregare tutte le donne, invece di amare un uomo bengalese, cosa che le consigliava sempre sua madre. 


Sicuramente i momenti più toccanti del romanzo sono proprio quelli in cui Jasmine ripensa al tempo passato insieme a Robert, alle promesse d’amore eterno,  ad ogni momento di quella quotidianità che avevano creato nella loro casa e quando si erano detti sì, vedendoli con il senno di poi. Da una parte c’è l’intenzione di cancellare tutto, come se non fosse mai successo, ma dall’altra quei momenti tornano prepotentemente. 

Oltre tutto ripensa e condanna se stessa,  perché la prima reazione al tradimento è stata quella di rimanere lì, non lasciare quella quotidianità e insomma perdonare il marito. Però poi ha trovato la forza di lasciarlo e decidere di vendere la casa, che non si può più permettere, lasciandola con molta difficoltà.  

La casa l’avevano comprata con il sudore delle loro fronti, l’avevano arredata insieme. Insomma anche quella piena di ricordi. Credo che quando abbiamo perso qualcuno, ci attacchiamo agli oggetti che ci hanno legato a loro, perché in quel modo siamo vicini a loro. 
Jasmine cerca di stare lontana da Robert, cerca di non sentirlo, ma in un certo senso è ancora con lei. 

Come avrete capito, mi ha colpita molto la parte del tradimento e di come Jasmine ricorda i suoi anni di matrimonio. 

Il fatto è, anche se è a Shelter Island per gestire la libreria, in alcuni momenti sente la presenza di Robert nei pensieri e da una parte vede l’assenza per esempio nella sedia vuota a tavola nella casa dei suoi genitori.

Inoltre la sorella annuncia, alla prima cena, che si sta per sposare con il suo fidanzato di vecchia data. Jasmine rimane infastidita e preoccupata, siccome ha iniziato a pensare che tutti gli uomini siano dei traditori, e questo fa arrabbiare la sorella che sperava in un’altra reazione. 

Vi starete chiedendo, ma quando ci parla della libreria? Bè la libreria sicuramente è molto importante ed è il centro di tutto. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di diverso, soprattutto quando compaiono gli scrittori, ma so di essere pesante ed esigente! 

La libreria è piena di libri, vecchia, polverosa. Per di più i libri, tutte le mattine, sono per terra o in scaffali diversi da quelli originari. Ruma la gestisce insieme a Tony, giovane ragazzo gay, che all’inizio si mostra scontroso nei confronti di Jasmine che arriva come una donna in carriera (mai i tacchi nella libreria della zia dove non c’è neanche uno spazio libero!), ma poi si ammorbidisce e l’aiuta moltissimo. 

Non vi spiegherò di certo perché questa libreria è così particolare, se no vi svelerei praticamente l’unico mistero del romanzo, perché l’altro è molto scontato. Comunque le stranezze aumentano sempre, infatti ogni tanto cadono libri e si aprono su frasi che sono dei veri e propri consigli per Jasmine che le prime volte ignora, siccome pensa che siano solo coincidenze. Per di più ogni tanto ci sono quadri che ammiccano e sembrano vivi, oltre a sussurri che sente sempre e solo lei, ed inizia a pensare che siano scherzi del povero Tony. 

Insomma tutte queste stranezze sono causa dei fantasmi degli scrittori che solo Ruma e Jasmine possono vedere. Io avrei preferito che gli autori fossero in un certo senso anche più divertenti e presenti. Li ho sentiti lontani, a parte quando si leggevano le frasi dei libri. 

Tutto questo è condito anche di romanticismo. Jasmine appena mette il piede in libreria, si rivolge a Ganesh, la divinità indiana con la testa di elefante, chiedendo che Rob perda gli attributi e poi si va a scontrare con questo “tizio” che ha “un volto vissuto” e ha in mano “una pila di libri”. Il commento alla vista di quest’ultimi è “a quanto pare, ha un sacco di tempo libero”. Infatti secondo Jasmine la vita di Shelter Island è monotona, la gente ha tantissimo tempo libero per fare quello che vuole, ci sono pochi negozi specifici e per far prendere il cellulare bisogna andare vicino al mare, stando attenti a non venire bagnati dalle onde!  Una vita, insomma, totalmente diversa da quella che ha a Los Angeles. 

Il tizio si chiama Connor Hunt e le chiede subito un appuntamento per prendere un caffè. Naturalmente Jasmine rifiuta ripensando a Robert, con quel fascino che colpiva qualsiasi donna. Lo definisce spudorato e si irrita, anche se fin da subito ne rimane affascinata. 
Poi il bel medico riuscirà a strapparle un sì per la famosa uscita e lei inizierà a cercare informazioni su di lui scoprendo che il padre era stato in Africa e aveva avuto moltissime avventure laggiù. Jasmine si innamora di quelle pagine, come si innamora del figlio. 

Tutte queste cose portano Jasmine a ritrovare l’amore, a credere di nuovo negli uomini e in questo grandissimo sentimento, ma io credo che ci sia di più. 

Chi ha letto il romanzo, può continuare, agli altri consiglio di tornare quando avranno finito il libro per non rovinarsi tutto. 

(Spoiler) Credo che la fuga centrasse sicuramente anche con Robert, ma soprattutto con Jasmine stessa. Non voglio mettere in dubbio la forza dell’amore, ma credo che questo libro voglia far crescere Jasmine e ridarle una nuova possibilità per la sua vita. 

Jasmine da piccola poteva già sentire gli spiriti degli scrittori, che la portavano a leggere tutti quei libri, poi quando era diventata grande, aveva come dimenticato tutto ciò e anche la lettura aveva perso valore rispetto alla vita esterna. L’amore di Robert. Il matrimonio. La casa. Il lavoro. Tutta quella nuova quotidianità l’aveva distolta dalla sua vera capacità, dalla vera se stessa. 

Zia Ruma dice che non si può far finta di essere una libraia. O si è librai o no. Non ci sono vie di mezzo, quindi Jasmine deve ritrovare la sua capacità, per essere se stessa, per poter essere appieno una libraia. 

E’ sicuramente un libro piacevole, anche se parecchio scontato per quanto riguarda Connor. Inoltre la storia tra loro due è troppo veloce, tanto nell’innamoramento quando e soprattutto nell’addio. 


E’ un libro che fa riflettere, ma non riesco a dargli più dei 3 booklovers. Sarà sicuramente un problema mio, ma ho sentito poco quel valore forte che do ai libri. Sicuramente i libri aiutano la protagonista, la cambiano, però avrei voluto qualcosa di più. 

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