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8 mar 2015

Con un poco di zucchero



Sì, questa è una recensione, ma prima ho qualcosina da dire in merito a oggi, che è l’8 marzo.
Buonissima festa a tutte le donne e anche ai maschietti, quelli veri, quelli che sanno che siamo donne e ci trattano comunque alla pari, senza discriminazioni di alcun genere. Auguri a noi donne, auguri alle mie colleghe del blog, auguri a tutte le blogger, auguri a tutte le lettrici, auguri all’autrice di cui parlerò oggi, ma anche tutte le altre, auguri alle donne che amano le gonne e quelle che indossano solo i pantaloni (sono sicura che li indossano anche quelle che mettono la gonna!).
Donne, lottiamo sempre per i nostri diritti, non dimentichiamocelo nemmeno domani, anche se sarà il 9 marzo o dopodomani, il 10, siamo donne sempre e non solo oggi, perché riceviamo una mimosa (non ho nulla contro le mimose, che mi piacciono!). Il regalo sempre più gradito è il rispetto e quello non si può ricevere un solo giorno all’anno.


Sono onorata di aver da recensire un’autrice, proprio oggi. Chiara Parenti non è solo una donna, infatti è un’autrice di talento, che mi era piaciuta (senza farmi impazzire, devo ammettere) in Tutta colpa del mare (e anche un po’ di un mojito), mi ha letteralmente conquistata con L’importanza di chiamarsi Cristian Grei (lo straconsiglio a tutti, oltre che vi metto il link per chi fosse interessato) e mi ha divertita e colpita con questo, che è il suo secondo romanzo, ma che io ho letto per ultimo.


20 feb 2015

L'importanza di chiamarsi Cristian Grei



Buongiorno,
Io AMO Cristian Grei!!!!!
Non sono impazzita, non ho scritto male nome e cognome, io amo proprio Cristian Grei senza “h” e con la “i” finale nel cognome. Anche perché Mr Grey della James non mi piace proprio. L’importanza di chiamarsi Cristian Grei mi ha preso ancora prima che leggessi il libro, infatti avevo letto un piccolo estratto su internet e mi sono resa conto che dovevo dargli un’opportunità.

Sì siamo solo nell’ascensore. E no, il mio Cristian Grei non ha la minima intenzione di sbattermi contro la parete e baciarmi fino a perdere i sensi. Lo osservo e se ne sta al mio fianco, tranquillo, a fischiettare la musichetta che proviene dalle casse sopra di noi.
«Secondo me va a finire che piove» commenta.
Annuisco, disarmata. «Sì, anche secondo me.»