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16 feb 2015

Il bacio dell'angelo caduto




Buonasera,
questo periodo è stato molto intenso e faticoso. Non ho letto praticamente nulla, non avevo nemmeno voglia di leggere o meglio avevo bisogno di qualcosa di davvero bello. Naturalmente non troppo romantico, dato che l’avvicinarsi di San Valentino mi procura l’orticaria. Ammetto che forse sia perché sono single da una vita, praticamente dall’uscita del ventre materno, mentre la mia mente romantica si è sempre creata tante favolette mai realizzate…
Dunque passiamo alla recensione invece delle mie paranoie, sì perché un libro sono riuscita a leggerlo! Sembra che mi abbia sbloccato, siccome ora sto leggendo il secondo dell’Eredità dei Gardella di Colleen Gleason, di cui avevo letto e recensito il primo.
Comunque per il consiglio devo ringraziare la mia Black preferita, lei sa chi è. Nonostante il libro non mi abbia fatta impazzire, l’ho letto in due giorni e mi ha fatto passare ore di attesa in lavanderia e nella hall dell'hotel. Grazie per avermi fatta conoscere Patch!
Curiose/i di sapere qual è il libro? Il bacio dell’angelo caduto di Becca Fitzpatrick.

25 mag 2014

Più che semplici recensioni...parte 2

Buonasera, 
torno con la seconda parte della recensione. Starete sicuramente pensando che mi sono dimenticata e in parte è così, ma non solo. La colpa è soprattutto di sociologia e del fatto che è arrivata mia cugina e via con le chiacchiere sui libri. Se poi si parla di Shadowhunters e Colpa delle stelle, divento la persona più loquace del mondo! 
Inoltre volevo lasciare spazio a Tinkerbell e alla sua recensione. 
La Miss di parecchi giorni fa continua il suo racconto e questa volta si concentra totalmente su Will ti presento Will di Green e Levithan. 
Vi lascio con lei, siete in buone mani.


Autori: John Green, David Levithan
Casa editrice: Piemme
Genere: young adult
Disponibilità: ebook e cartaceo 
Uscita: 3 maggio 2011
Prezzo ebook: 6,99
Prezzo cartaceo: 14,00


Trama:  Una sera, nel più improbabile angolo di Chicago, due ragazzi di nome Will Grayson si incontrano. Will e Will non potrebbero essere più
diversi, ma dal momento in cui i loro mondi collidono, le loro vite, già piuttosto complicate, prendono direzioni inaspettate, portandoli a scoprire cose completamente nuove sull’amicizia, l’amore e, soprattutto, su loro stessi.






Nelle ultime settimane stavo cercando un libro romantico, ma anche divertente. Lo cercavano dappertutto, ho stressato il mondo intero, ma ce l’avevo davanti: Will ti presento Will.

Avevo letto commenti poco positivi e avevo molta paura. Questo libro, inoltre, non era solo di Green, ma anche di David Levithan, che è un autore molto amato, ma di cui non  io non ho mai letto nulla.

L’ho finito stamattina e mi ha dato la carica.

Tra i tre romanzi letti è sicuramente il più divertente e frizzante. Abbiamo due Will Grayson, che non si sono mai incontrati, ma sono destinati a incontrarsi in modo del tutto casuale.
Pensavo che l’incontro sarebbe stato nei primi capitoli, invece, i due autori hanno preferito dare ampio spazio alle vite dei loro protagonisti usando la prima persona e dedicando un capitolo a uno e uno all’altro.
Mi sono chiesta se i due autori si siano occupati rispettivamente uno di un Will e uno dell’altro Will, ma non c’è scritto nelle note. Io direi di sì per alcuni particolari, ma spero di trovare qualcosa di più preciso.
Il primo Will, che viene presentato, vive a Chicago e ha un migliore amico gay, il favoloso Tiny. Quest’ultimo è davvero grosso sia in grandezza sia in larghezza, tanto che Will continuamente parla di questo fatto. Lì per lì sembra che lo prenda in giro continuamente, ma piano piano viene fuori l’affetto. Anche Tiny non sempre sembra apprezzare Will, anzi a volte non lo ascolta, ma il rapporto tra i due è davvero speciale.
Se Will è più silenzioso e si fa mettere i piedi in testa, Tiny è un concentrato di energia e forza. Oltre che si innamora un giorno sì e l’altro pure, cosa che lascia perplesso Will che, invece, non si vuole affatto impegnare, nemmeno quando Tiny lo butta tra le braccia di Jane.

Tiny sta portando avanti un suo progetto, ovvero un musical su se stesso e la sua esperienza con l’omosessualità. Will non è d’accordo, non tanto sul musical, ma per il fatto che il protagonista si chiami Gil Wrayson chiaramente ripreso da lui stesso.

L’altro Will è gay, ma nessuno lo sa. Ha un’amica, Marta, che ci prova in continuazione. Odia tutte le donne che si avvicinano a lui e allo stesso tempo cerca di spiare nella sua vita.

Will odia tutto, è depresso, il padre è scappato lasciando soli lui e sua madre, hanno tantissimi debiti. L’unica fonte di felicità è Isaac, un ragazzo della stessa età conosciuto su internet.

Non vi dirò come si incontrano i due Will, perché è un momento divertentissimo, ma posso dirvi che ne vale totalmente la pena, perchè da allora tutto cambia. 

Al centro del romanzo ci sono soprattutto l’amore e l’amicizia.

io: lo sai qual è la cosa schifosa dell’amore?
a.w.g (Altro Will Grayson): Quale?
io: che è così legato alla verità.

Non è tutto perfetto, non è tutto meraviglioso quando si ama qualcuno (sia amico o innamorato), ma allo stesso tempo potrebbe esserlo, perché si prova a costruire qualcosa, poi si sbaglia, ma poi ci si riprova. E poi si arriva a quella cosa.

Adesso voglio fare un appello a Levithan e Green: spero che ritroviate l’occasione per lavorare di nuovo insieme, perché sicuro avrete una lettrice qui in Italia.

IO SONO MISS D E TI SONO GRATA TINY COOPER. E SONO GRATA A TE, JOHN GREEN.


Spero che vi sia piaciuta la recensione, oltre che vorrei sapere se l'avete letto o ne avete l'intenzione. Conoscete altri romanzi di Green o Levithan?


1 mag 2014

E se poi mi innamoro, pazienza

L'avevo già scritta da una settimana questa recensione e non vedevo l'ora di metterla, ma questo mese sono stata monella e avevo consumato tutto internet. Ho dovuto aspettare, ma ora eccomi qui con questo libro, che consiglio proprio.



Titolo: E poi se mi innamoro, pazienza
Autrice: Erika Favaro
Casa editrice: Piemme
Genere: commedia romantica
Uscita: gennaio 2014
Disponibilità: cartaceo ed ebook
Prezzo cartaceo: 12,90
Prezzo ebook: 6,99
Numero pagine: 262



Trama: Carlotta vive a Venezia, ha quasi trent’anni, molti pregi: è ironica, creativa, affettuosa. E un unico grande difetto: è afflitta da pigrizia cronica. Lei non è che odi il lunedì, odia tutti i giorni della settimana, se sono lavorativi. Il suo sogno – nonché buon proposito per l’anno nuovo – è quello di smettere di lavorare. Certo avrebbe un sacco di tempo libero, ma lo impiegherebbe in modo costruttivo leggendo, iscrivendosi a un corso di pittura, organizzando cenette per gli amici e, perché no, facendo la fidanzata. Questa probabilmente sarebbe la sua maggiore occupazione. Anche perché, in un paese come l’Italia, affidarsi ai sussidi sarebbe quantomeno incauto e non essendo una figlia di papà avrebbe bisogno di qualcuno che si occupi di lei, non solo in senso metaforico.
Così, quando, durante la notte di Capodanno, sotto il vischio, esprime il desiderio di trovare il suo principe azzurro (in alternativa a una vincita all’Enalotto) e aprendo gli occhi vede Felix – bello sguardo, bel sorriso, forse un po’ troppo sportivo, ma nessuno è perfetto – pensa di aver risolto tutti i suoi problemi.
Forse però questa rigorosissima organizzazione dei sogni non tiene conto di un piccolo particolare: l’amore, quello vero, se ne infischia dei buoni propositi e fa sempre e inevitabilmente di testa propria.


“E se poi mi innamoro, pazienza” 
Questo è sicuramente l’atteggiamento di Carlotta all’inizio del libro. Non è interessata a trovare l’amore, anzi non ci pensa proprio: solo per un momento ha il desiderio di venir baciata da un bel Principe Azzurro sotto il vischio e proprio lì, quando apre i suoi occhi, questi incontrano Felice.

Detto così, sembra la solita storia d’amore, il solito romanzetto: lei incontra lui e boom, scoppia l’amore, invece, fin dalla prima riga capiamo che Erika ci stupirà.

Carlotta ha una trentina d’anni, abita a Venezia, lavora al banco di un supermercato, ma ne è profondamente insoddisfatta. Non è stanca di quel lavoro, ma proprio del lavorare in generale. Vuole vivere della sua arte, leggere i libri, ma di fondo vorrebbe che la sua unica occupazione fosse il divano o il letto o entrambi, come dice lei stessa.

E’ una pigra cronica, svogliata, prende spesso delle ferie. Infatti il suo buon proposito di inizio anno è proprio quello di farsi licenziare e smettere di lavorare.

La sua idea è di trovare qualcuno che la mantenga e quando vede Felice, uomo atletico, sempre leggermente abbronzato per i numerosi viaggi di lavoro (fa il manager in un’azienda di comunicazioni) e terribilmente affascinante, pensa di riuscir a tener fede al suo buon proposito, solo che non aveva pensato all’amore.

Carlotta è sicuramente un personaggio curioso, che all’inizio prenderesti proprio a schiaffi (e l’ha detto anche l’autrice a Parma) per darle una scrollata, ma il suo sarcasmo e la sua ironia piano piano la fanno arrivare al cuore. Inoltre, se in un primo momento potrebbe sembrare superficiale, una sorta di bambina cresciuta che si fa servire e riverire, poi ha una crescita davvero profonda. O meglio non una crescita, (perché Carlotta è già una donna che potrebbe dare molto, ha qualità e ingegno, solo che vanno tirati fuori) ma ha bisogno di una bella spinta.

Felice (che poi tutti chiamano Felix), come aveva detto l’autrice, e vi rimando sempre al mio articolo (wow ma quanto mi sento professionale! Quasi, quasi la prossima volta mi compro il completo da ufficio e scrivo con quello!), è in un certo senso un antagonista, quanto un co-protagonista.

La prima conversazione tra di loro avviene proprio dopo il pensiero di Carlotta sotto il vischio, ma credo che i pensieri della protagonista aiutino a capire il motivo dell’antagonismo con il suo co-protagonista.

Lo riconosco solo ora, è quello che l’altro ieri mattina voleva portarci a guardare i pesci sott’acqua, lo stesso che ieri mattina voleva portarci a pescare marlin (o qualche specie già sentita in Sampei), e ancora, non contento, questa mattina voleva farci fare il paracadute con i motoscafo. Mi sta già sul cazzo. Se mi propone di fare qualcosa gli do un calcio sulle palle e scappo.
«Io sono Felice.» 

Sì sì, è proprio lui, ho chiaro ricordo della sua voce che mi sveglia sul più bello dopo che ero appena uscita ad appisolarmi sulla sdraio. «Nel senso che sei contento o nel senso che ti chiami Felice?»
«Tutt’e due.»


Felice è un uomo sportivo e molto attivo, anche se a volte si arrabbia per la pigrizia di Carlotta, mi è piaciuto come riesce a comprenderla e a volte a capirla senza che lei abbia detto nulla.

Ho amato il loro primo litigio, perché è stato molto reale. Loro sono due persone molto diverse, ma che in quel momento stanno imparando a conoscersi, anche se è ancora presto per farlo.

Felix vorrebbe averla al suo fianco quando torna dal lavoro, stanco e molto provato, mentre lei vuole cucinare per lui, infatti ha acquistato il pesce da cucinare, un vestito nero che fa la ruota, tutto per conquistarlo.

Si trovano a scontrarsi, perché sono diversi, hanno abitudini diverse, vedono la cena in modo diverso, ma poi Felix, che era scappato, torna e riescono ad avere una serata perfetta, molto più di quello che Carlotta si sarebbe aspettata.

Sinceramente mi sono commossa e ho iniziato a sperare anch’io in un Felix, che venga a fare le camminate con me (quando non c’è mai nessuno!) e che mi porti a Venezia (che è descritta in modo stupendo, quindi Erika è stata capace di farmene innamorare).

L’altro personaggio, che credo sia sempre antagonista, ma in qualche modo anche aiutante, è Fabrizio, il capo di Carlotta.

Fabrizio crede in lei e le dà un buon posto di lavoro. Fa di tutto perché lei trovi la serenità e si accorge delle sue finte ferie, ma capisce che c’è un problema più grande sotto.

Adesso dico una cosa che solo chi ha letto capirà: io ero d’accordo con Carlotta. Quando Fabrizio si è messo a ridere che a momenti cade dalla sedia alla fine, sono rimasta proprio sbalordita. Credevo proprio ci fosse qualcosa.

E’ un romanzo che scorre via, anche troppo velocemente, siccome alla fine ti vorresti ributtare a Venezia insieme a Felix e Carlotta. E’ ironico e fresco. Anche se in parte è ambientato in inverno e sotto il periodo natalizio, è una stupenda lettura estiva, che consiglierò e riconsiglierò in pagina.

Il romanzo insegue i pensieri di Carlotta, in un flusso coinvolgente. Sembra proprio di essere nella mente di qualcuno e sentire tutte le sue riflessioni.
Non è mai banale. Il capitolo diciassette mi ha tenuta stretta alle pagine. Un capitolo davvero bellissimo, allo stesso tempo straziante, ma anche importante per Carlotta, che riesce a capire chi sia Felix per lei. Rivede se stessa, si guarda attraverso le sue storie più o meno felici e arriva al presente, dove si sente amata da Felix. Non l’ha cercato, non l’ha aspettato, ma questo non vuol dire che sia meno importante di un amore scelto e fin dall’inizio consapevole.


Votazione




Un grosso saluto dalla vostra Miss D.