Ancora non ci credo, davvero. Da un lato penso di essermi
sognata tutta la giornata, dall’altra sono felice che sia stata reale, perché
finalmente sono andata al Salone Internazionale del Libro.
Dopo due treni per arrivare, mi sono trovata davanti
l’edificio che ho sognato per dieci anni. Mi ricordo che lessi un articolo sul
giornalino della Coop del nonno, era passato da un mese e mi dissi che ci sarei
andata prima o poi. Solo che a dodici anni, con una passione della lettura in
via di sviluppo, non puoi andare dai tuoi genitori e scongiurarli di portarti a
Torino, quindi me ne sono stata buona, buona ad aspettare.
