02 ott 2013

La libreria dei nuovi inizi

Ho iniziato a leggerlo proprio il primo giorno di università, dopo averlo trovato per caso. 
Mi ha affascinata proprio il titolo. Un nuovo inizio è quello che serve a volte. Cambiare vita. Cambiare aria. Cambiare solamente per ricominciare più forti che mai. 
Direi di dare il via a questa lettura....




Titolo: La libreria dei nuovi inizi
Autrice: Anjali Banerjee 
Casa editrice: Rizzoli romanzo
Genere:narrativa
Data di pubblicazione: 2011
Disponibilità: cartaceo ed ebook
Prezzo copertina:9,90
Prezzo web: 6,99
Numero di pagine: 342


Trama: C'è una vecchia libreria, a Shelter Island, dove ad aggirarsi in cerca di compagnia e buone letture non sono solo gli affezionati clienti. Qui, tra stanze in penombra, riccioli di polvere e parquet scricchiolanti, i libri hanno davvero un'anima e, quasi godessero di vita propria, sanno farsi scegliere dal lettore giusto al momento giusto... Che non si tratti di una libreria come le altre Jasmine lo capisce subito: in fuga da Los Angeles e da un ex marito che le ha spezzato il cuore, non si aspetta certo che ad accoglierla, accanto all'eccentrica Zia Ruma, siano gli spiriti della Grande Letteratura. E quando la zia parte, affidando proprio a lei la guida del negozio, saranno Shakespeare ed Edgar Allan Poe a svelarle a poco a poco i segreti del mestiere. E se Beatrix Potter la aiuterà a sedare orde di bambini scatenati e Julia Child le consentirà di accontentare anche le signore più esigenti in cucina, come potrà Jasmine resistere alle suadenti parole di Neruda, deciso, a quanto pare, a spingerla tra le braccia di un affascinante sconosciuto?

Recensione: 
Ricominciare fa bene. A volte accadono cose per le quali rimaniamo confusi, morti dentro e, in un certo senso, la cosa migliore è sempre andarsene. 
In questo caso Jasmine, la protagonista del romanzo, non scappa, ma viene chiamata dalla zia Ruma a gestire la sua libreria, mentre lei deve tornare in India per farsi “aggiustare il cuore”. Non scappa, ma Jasmine viene portata fuori dalla propria quotidianità, fatta di tantissimo lavoro e di continue preoccupazioni legate al denaro. 
 
E’ un personaggio “in fuga”, secondo Ruma, e potremmo pensare che sta scappando dal suo ex marito Robert, ma io ho una mia teoria.  Il romanzo inizia proprio menzionando il matrimonio fallito e dicendo che non avrebbe dovuto sposarsi con questo uomo di grande fascino, che tendeva a stregare tutte le donne, invece di amare un uomo bengalese, cosa che le consigliava sempre sua madre. 


Sicuramente i momenti più toccanti del romanzo sono proprio quelli in cui Jasmine ripensa al tempo passato insieme a Robert, alle promesse d’amore eterno,  ad ogni momento di quella quotidianità che avevano creato nella loro casa e quando si erano detti sì, vedendoli con il senno di poi. Da una parte c’è l’intenzione di cancellare tutto, come se non fosse mai successo, ma dall’altra quei momenti tornano prepotentemente. 

Oltre tutto ripensa e condanna se stessa,  perché la prima reazione al tradimento è stata quella di rimanere lì, non lasciare quella quotidianità e insomma perdonare il marito. Però poi ha trovato la forza di lasciarlo e decidere di vendere la casa, che non si può più permettere, lasciandola con molta difficoltà.  

La casa l’avevano comprata con il sudore delle loro fronti, l’avevano arredata insieme. Insomma anche quella piena di ricordi. Credo che quando abbiamo perso qualcuno, ci attacchiamo agli oggetti che ci hanno legato a loro, perché in quel modo siamo vicini a loro. 
Jasmine cerca di stare lontana da Robert, cerca di non sentirlo, ma in un certo senso è ancora con lei. 

Come avrete capito, mi ha colpita molto la parte del tradimento e di come Jasmine ricorda i suoi anni di matrimonio. 

Il fatto è, anche se è a Shelter Island per gestire la libreria, in alcuni momenti sente la presenza di Robert nei pensieri e da una parte vede l’assenza per esempio nella sedia vuota a tavola nella casa dei suoi genitori.

Inoltre la sorella annuncia, alla prima cena, che si sta per sposare con il suo fidanzato di vecchia data. Jasmine rimane infastidita e preoccupata, siccome ha iniziato a pensare che tutti gli uomini siano dei traditori, e questo fa arrabbiare la sorella che sperava in un’altra reazione. 

Vi starete chiedendo, ma quando ci parla della libreria? Bè la libreria sicuramente è molto importante ed è il centro di tutto. Sinceramente mi aspettavo qualcosa di diverso, soprattutto quando compaiono gli scrittori, ma so di essere pesante ed esigente! 

La libreria è piena di libri, vecchia, polverosa. Per di più i libri, tutte le mattine, sono per terra o in scaffali diversi da quelli originari. Ruma la gestisce insieme a Tony, giovane ragazzo gay, che all’inizio si mostra scontroso nei confronti di Jasmine che arriva come una donna in carriera (mai i tacchi nella libreria della zia dove non c’è neanche uno spazio libero!), ma poi si ammorbidisce e l’aiuta moltissimo. 

Non vi spiegherò di certo perché questa libreria è così particolare, se no vi svelerei praticamente l’unico mistero del romanzo, perché l’altro è molto scontato. Comunque le stranezze aumentano sempre, infatti ogni tanto cadono libri e si aprono su frasi che sono dei veri e propri consigli per Jasmine che le prime volte ignora, siccome pensa che siano solo coincidenze. Per di più ogni tanto ci sono quadri che ammiccano e sembrano vivi, oltre a sussurri che sente sempre e solo lei, ed inizia a pensare che siano scherzi del povero Tony. 

Insomma tutte queste stranezze sono causa dei fantasmi degli scrittori che solo Ruma e Jasmine possono vedere. Io avrei preferito che gli autori fossero in un certo senso anche più divertenti e presenti. Li ho sentiti lontani, a parte quando si leggevano le frasi dei libri. 

Tutto questo è condito anche di romanticismo. Jasmine appena mette il piede in libreria, si rivolge a Ganesh, la divinità indiana con la testa di elefante, chiedendo che Rob perda gli attributi e poi si va a scontrare con questo “tizio” che ha “un volto vissuto” e ha in mano “una pila di libri”. Il commento alla vista di quest’ultimi è “a quanto pare, ha un sacco di tempo libero”. Infatti secondo Jasmine la vita di Shelter Island è monotona, la gente ha tantissimo tempo libero per fare quello che vuole, ci sono pochi negozi specifici e per far prendere il cellulare bisogna andare vicino al mare, stando attenti a non venire bagnati dalle onde!  Una vita, insomma, totalmente diversa da quella che ha a Los Angeles. 

Il tizio si chiama Connor Hunt e le chiede subito un appuntamento per prendere un caffè. Naturalmente Jasmine rifiuta ripensando a Robert, con quel fascino che colpiva qualsiasi donna. Lo definisce spudorato e si irrita, anche se fin da subito ne rimane affascinata. 
Poi il bel medico riuscirà a strapparle un sì per la famosa uscita e lei inizierà a cercare informazioni su di lui scoprendo che il padre era stato in Africa e aveva avuto moltissime avventure laggiù. Jasmine si innamora di quelle pagine, come si innamora del figlio. 

Tutte queste cose portano Jasmine a ritrovare l’amore, a credere di nuovo negli uomini e in questo grandissimo sentimento, ma io credo che ci sia di più. 

Chi ha letto il romanzo, può continuare, agli altri consiglio di tornare quando avranno finito il libro per non rovinarsi tutto. 

(Spoiler) Credo che la fuga centrasse sicuramente anche con Robert, ma soprattutto con Jasmine stessa. Non voglio mettere in dubbio la forza dell’amore, ma credo che questo libro voglia far crescere Jasmine e ridarle una nuova possibilità per la sua vita. 

Jasmine da piccola poteva già sentire gli spiriti degli scrittori, che la portavano a leggere tutti quei libri, poi quando era diventata grande, aveva come dimenticato tutto ciò e anche la lettura aveva perso valore rispetto alla vita esterna. L’amore di Robert. Il matrimonio. La casa. Il lavoro. Tutta quella nuova quotidianità l’aveva distolta dalla sua vera capacità, dalla vera se stessa. 

Zia Ruma dice che non si può far finta di essere una libraia. O si è librai o no. Non ci sono vie di mezzo, quindi Jasmine deve ritrovare la sua capacità, per essere se stessa, per poter essere appieno una libraia. 

E’ sicuramente un libro piacevole, anche se parecchio scontato per quanto riguarda Connor. Inoltre la storia tra loro due è troppo veloce, tanto nell’innamoramento quando e soprattutto nell’addio. 


E’ un libro che fa riflettere, ma non riesco a dargli più dei 3 booklovers. Sarà sicuramente un problema mio, ma ho sentito poco quel valore forte che do ai libri. Sicuramente i libri aiutano la protagonista, la cambiano, però avrei voluto qualcosa di più. 

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