We all want to be heroes, but you know you can be one.
(George Lovelace, Welcome to Shadowhunter Academy)
Il 17 febbraio, come ci era stato preannunciato, è uscita
la prima novella di Tales from
the Shadowhunter Academy di Cassandra Clare, Maureen Johnson e Sarah Rees
Brennan.
Naturalmente l’ho comprata subito, non potevo fare
altrimenti. Un anno senza qualcosa scritto da Cassie sarebbe stata una tortura
tremenda peggio di rimanere bloccati nel regno di Asmodeus. Forse dovrei
rivedere le mie priorità, ma diciamocelo non si può stare senza Cassie, proprio
no.
Quindi grazie Sadica per questa splendida idea!
L’hanno scorso non ho recensito le Cronache di Magnus,
mano a mano che uscivano in inglese (neanche poi in italiano... sono pessima!) e me le leggevo ed è stato un errore,
perché avevo tanti feels da scaricare che non ho scaricato, ma quest’anno con
Le storie dell’Accademia non ripeterò lo stesso errore. E allora…
WELCOME TO
SHADOWHUNTER ACADEMY
Non so, perché ogni volta mi viene in mente Welcome to the City
of Bones, detto in modo assolutamente sexy dal caro Bower. In inglese quel film
guadagna punti, c’è poco da fare…
![]() | |||
Autrici: S.Brennan, C.Clare Editore: Margaret K.Mc.Elderry Books Prezzo:2,27 |
Ma torniamo a noi. Dalla fine di CoHF, sappiamo che gli
Shadowhunter hanno bisogno di rimpinguare le loro schiere dopo la guerra contro
Sebastian e gli Shadowhunter Oscuri. Simon viene arruolato da Magnus e Isabelle, che sperano
di fargli tornare la memoria, infatti il carissimo padre di Magnus, Asmodeus
(possa friggere nell’olio bollente, per Raziel!), aveva voluto la sua
immortalità e tutti i suoi ricordi (legati principalmente agli Shadowhunter)
come tributo per mandare Alec, Magnus, Clary, Isabelle e Jace sani e salvi a
casa. Anche Simon è stato rimandato indietro dal regno del “simpatico” demone,
ma non sa più chi siano i suoi amici, non ricorda nemmeno Clary.
In realtà Simon ogni tanto ricorda qualcosa, sente delle
sensazioni che aveva vissuto e questo è anche peggio, perché ad esempio
rammenta la reazione della madre al suo vampirismo (Cassie è sempre simpatica
con i suoi personaggi…).
E per questo Simon sta scappando da New York e da una
vita che gli dà solo sofferenza e lo fa sentire colpevole. Lui non è il ragazzo
di prima, non è più un vampiro, è qualcuno che fa soffrire gli altri che ha
intorno, soprattutto fa soffrire Isabelle.
Simon sente di non essere quello che gli amici vorrebbero.
Loro ricordano una persona che non c’è neanche più.
Diciamo che in Città di Ossa e in Città di Cenere non
sopportavo per niente Simon, forse perché era sempre in mezzo a Clary e Jace o
forse perché dava più grattacapi di quanti già ce ne fossero.
Poi anche per merito di Lele, che lo ama, qualcosa
è cambiato. Ho iniziato a vederlo per l’eroe che è, per il ragazzo d’oro che si
sacrifica per tutti gli altri, solo perché è giusto, senza neanche essere
ringraziato il più delle volte.
In questo caso si nota proprio l’ultimo punto. Simon non
vuol far soffrire i suoi amici, che non ricorda quasi per niente, ma ai quali
tiene, perché loro tengono a lui nonostante tutto. Però lui sa che c’è un modo
per essere nuovamente il ragazzo che loro cercano ed è tornare l’eroe che è
stato.
L’Accademia si spalanca davanti a Simon, che non sa
nemmeno cosa mettere in valigia, e si agita per questa nuova esperienza, che lo
porterà poi all’Ascensione e a essere uno Shadowhunter.
All’Accademia tutti conoscono Simon, tutti vedono in
Simon come un eroe, che ha aiutato a salvare il mondo degli Shadowhunter, anche se
era un vampiro, ma lui non si sente così. Lui non è più quel ragazzo. C’è
sempre una presa di distanza tra il lui del presente e il lui prima della
cancellazione dei ricordi (sia come vampiro che come umano), ma da un lato
anche una sorta di malinconia, un rimpianto di ciò che era.
È un racconto buffo, divertente, ma nello stesso tempo
tristissimo, malinconico, duro. Le Cronache in parte ci hanno abituato a questo, anche se in questa prima storia lacrime e risate sono distaccate da una sola battuta di tastiera. Sì, purtroppo si piange e si ride
in una riga, Cassie e le altre sono capaci anche di questo.
Mi ha colpita molto, lo ammetto. Ci sono delle scene
esilaranti, come quella del demone opossum o il fatto che si mangi sempre e solo zuppa; scene tristissime, come quella di
Simon, a cui torna in mente Jordan; scene epiche, come quella in cui Simon dà
una ventata di novità all’Accademia, perché diciamocelo gli Shadowhunter hanno ancora
tanta umiltà da imparare…
Ci sono dialoghi - che ci aspettiamo dall’inizio - come
quello tra Simon e Isabelle, che si
fanno amare, nonostante tutta l’amarezza che ci sale dallo stomaco.
Il personaggio che vince tra tutti i compagni di Simon è
George Lovelace. Sono sicura che il cognome dica a chi ha letto anche Le origini… a chi no, lasci la
recensione e corra a comprare L’angelo!
George mi è piaciuto moltissimo, con questo scozzese sono
sicura che ne vedremo delle belle.
E noi ci vediamo al prossimo racconto, che ha sicuramente un
titolo interessante in quanto riguarda una famiglia molto cara nel panorama
della Clare: gli Herondale. Edmund, Will, James, Stephen e Jace ci sono
sicuramente entrati nel cuore, ma sembra che Jace non sia l'ultimo Herondale. Il 17 marzo ci rivediamo con The lost Herondale.
Intanto ditemi se vi è piaciuto, se avete già delle teorie, se George vi piace, se Jon vi è stato antipatico... insomma scrivetemi qualcosa e ne parliamo insieme! Ho bisogno dei vostri commenti...
Un baciotto grande, grande dalla vostra apprendista-Shadowhunter
Oh.Mio.Dio. sono in piena modalità Fangirling!!! Dopo la pessima notizia che Lady midnight è stato posticipato al 2016 ero in crisi nera... come hai detto tu non si può stare un anno senza Cassie!
RispondiEliminaOra sono combattuta perchè non so se leggerlo in inglese o attendere con pazienza l'uscita in Italia... a proposito si sa qualcosa della traduzione?
Ti capisco troppo!!!!!!! *modalità fangirl attiva* Sì ero caduta in depressione dopo quella notizia... io speravo di avere subitissimo Emma e Jules!
EliminaHo provato a mandare un tweet a Chrysalide, dato che Lele aspetta la traduzione italiana. Speriamo presto...
Io non sono molto contenta per il destino di Simon (e non parlo del perdere la memoria,cioè sì, anche per quello, ma sopratutto per il fatto che è diventato uno shadowhunter) però lo leggerò comunque u.u
RispondiEliminaGiusy, cosa avresti voluto? Tornasse umano o rimanesse vampiro?
Elimina*me curiosa*
Anche io adoro questi racconti e questo mondo *-*
RispondiEliminaTant'è che abbiamo deciso di consigliare la lettura di questa serie come "obbligo" del mese di Maggio sul nostro blog (http://raggywords.blogspot.it/2015/05/wum-4.html una tua visita sarebbe immensamente gradita, mi scuro per l'eventuale spam indesiderato).
Dato che è sempre bello conoscere nuovi fans di questa serie devo farti una domanda di rito ahah: la figura di Sebastian come ti sembra(va)?
Sì amo davvero tanto questa saga. Amo TMI e TID e sto aspettando troppo TDA.
EliminaSebastian... se parliamo di lui non si può che dire che sia un pazzo e un folle. Le sue idee sono davvero macabre e nessuno può giustificare ciò che ha fatto. Ma non posso dire di non aver pianto per Jonathan. Il doppio nome credo che sia indicativo. Jonathan è qualcuno che non conosceremo mai e per lui mi dispiace. Lui poteva essere una brava persona, poteva essere un buon fratello e figlio, ma non lo sarà mai. E questo è davvero doloroso.